La Merla di Cipada n. 4 marzo 2026

a cura di José Miguel Dominguez Leal e Otello FabrisSommario:

Costituzione della Delegazione Iberica

Edizione della Toscolanense di Massimo Zaggia

Nuove iscrizioni e rinnovi

400° di Giovan Battista Marino

Anonimo Padovano

Tipicità Festival

Corso lettura documenti medioevali

• Lo scorso 28 febbraio di 2026 è stata costituita la Delegazione Iberica della nostra Associazione.

Nell’albergo Las Cortes della città natale dell’attuale Presidente gli associati signori Joaquín Correa

Vázquez, Adolfo Alcoba e la signora Dolores Pérez Fabra accanto a José Miguel Domínguez Leal

si hanno costituiti in Delegazione Iberica, la prima all’estero, come germe e nucleo di diffusione dei nostri

impegni letterari, scientifici e gastronomici.

• Il Socio Onorario Massimo Zaggia ha concluso il suo lavoro per la nuova edizione della Toscolanense

(1521). José Miguel Domìnguez Leal ha preparato la recensione che segue:

Quando penso al prof. Massimo Zaggia non mi è possibile dimenticare la definizione che il

compianto G. Bernardi Perini offriva nel 1977 per “folenghista”:

“[…] una figura di filologo tutta speciale, che deve riunire competenze diverse e talora antitetiche:

di filologo classico, umanistico e moderno, e che possa cementare questo coacervo di requisiti

con una sicura dose di dialettologia settentrionale, specialmente mantovana” (cf. G. BERNARDI

PERINI, “Folengo edito e inedito. Situazione e prospettive”, in Cultura letteraria e tradizione

popolare in Teofilo Folengo a cura di E. BONORA e M. CHIESA (1977), Feltrinelli, Milano).

Certamente, il prof. Zaggia merita con tutto onore questa qualifica, fra altri e tanti lavori, per la

sua edizione delle Macaronee Minori di Teofilo Folengo (Einaudi, Torino 1987) – che fu

fondamentale, assieme al lavoro di U.E. Paoli, per il mio impegno editoriale sulla macaronea

spagnola -, quella della redazione Paganini (cf. La prima redazione delle Macaronee detta

Paganini: Liber macaronices, 1517, Edizioni dell’Orso, Alessandria 2023) e ormai per la sua

recentissima edizione della redazione Toscolanense (cf. La seconda redazione delle Macaronee

detta Toscolanense Opus macaronicorum 1521, Edizioni dell’Orso, Alessandria 2026). Può di

conseguenza affermarsi che questo monumento editoriale, tanto per la sua corposità come per la

sua perfezione filologica, rappresenta da ora in poi una vera pietra angolare della filologia

folenghista o folenghiana, tenendo conto che la Toscolanense fu di gran lunga la più edita e

conosciuta di tutti le quattro prodotte (ne è testimone, per esempio, la produzione macaronica

spagnola). L’edizione critica del prof. Zaggia viene preceduta di un’Introduzione storicoletteraria

di Roberto Galbiati, dove si compara la red. T con la precedente, indicandone le

differenze e la novità radicali di questa seconda redazione (“Folengo cerca di adeguare il Baldus

al nuovo modello ariostesco e trasforma il poema in un ‘romanzo contemporaneo’: in un’opera

che, seppur fantastica e scritta in una lingua di straordinaria comicità, tratta temi seri e di grande

attualità. Due spiccano su tutti: la corruzione della Chiesa e il dilagare della stregoneria” [cf. op.

cit., p. XI]). Peraltro, in sua Nota al testo Massimo Zaggia svolge un’approfondita analisi

dell’editio princeps del 1521 (base obbligatoria di una edizione critica, poiché tutte le successive –

elencate e analizzate da lui dalla T2 alla T9- sono descriptae della princeps) dei suoi fascicoli,

varianti e emissioni, in una tradizione testuale senza testimoni autografi. Zaggia dunque registra

ogni intervento critico nell’apparato a piè di pagina, con una giustificazione testuale – fascicolo

per fascicolo – della situazione e delle modifiche messe in atto. I testi del fascicolo supplementare

MM, imprescindibili per conoscere l’intervento dello stesso Folengo sul programma editoriale

della Toscolanense, sono editi sotto la titolazione di Appendici editoriali.

Inoltre, Le 54 leggiadrissime silografie dell’edizione principe vengono riprodotte nei luoghi

dovuti con didascalie esplicative dal nostro caro associato Stefano Tonietto, raccolte in una Nota

sulle illustrazioni (cf. op.cit. pp. XCIII-XCVIII). Infine, è annunciato in copertina un ampio

glossario dialettale che seguirà a breve, in un volume a parte curato da Federico Baricci.

• L’afflusso di rinnovi di iscrizioni si è assottigliato e raccomandiamo ai nostri sodali di provvedere al più

presto a versare i 35 € della quota 2026. I bonifici si fanno al solito Iban: IT 34 V058 5660 1601 6157

1394 101, Banca popolare dell’Alto Adige S.P.A. Filiale Bassano Loc. Piazzale Firenze.

Per l’estero bisogna aggiungere il codice BIC: BPAAIT2BXXX. Le quote iberiche andranno versate

alla cassa della relativa Delegazione.

• Il nostro benvenuto più cordiale al nuovo associato Angelo Guiotto, giovane ex campesano, che rinforza

la nostra compagine meno agé! Gli auguriamo di fare ancora molta strada nella nostra associazione.

• Il 22 Febbraio il consigliere Otello Fabris ha partecipato all’Assemblea della Federazione Italiana delle

Confraternite Enogastronomiche sviluppando contatti e nuove collaborazioni, progetti; cosa che

conferma quanto sia interessato l’ambiente dell’enogastronomia all’opera folenghiana, ricca fonte

capace di arricchire il patrimonio culturale della cucina italiana, patrimonio UNESCO. Il fatto non

scandalizzi, come già è successo. Si parte dalla “coverta saporita”, se si vuole arrivare al fondo, per

leccarsi le dita. Si cita l’ottimo Giambattista Marino, che l’aveva affermato 400 anni fa. A proposito, si

allega un articolo di Otello Fabris, stilato in occasione del suo anniversario.

• Mercoledì 11 marzo si terrà alle 17,30 alla Biblioteca Internazionale La Vigna a Vicenza la presentazione

del volume di cui abbiamo promosso l’edizione: Ricettario di Anonimo Padovano del secolo XV. Saranno

presenti Marina Scopel, curatrice, Otello Fabris, coautore, Danilo Gasparini, prefatore. Inoltre avremo il

piacere di vedere la partecipazione di Amedeo Sandri, per vent’anni cuoco di redazione di Cucina

Italiana, docente e scrittore di cucina tradizionale veneta. Nell’occasione i soci vicentini potranno

rinnovare la loro quota.

• Alleghiamo la promozione di una ricetta ricavata dal volume, realizzata dai cuochi della catena Despar.

Prossimamente daremo avviso delle iniziative adottate dalla catena per proporre le ricettazioni antiche

ricavate dall’Anonimo Padovano. Siamo lieti che l’importante catena alimentare ci affianchi in questo

modo concreto all’attività che ci ha contraddistinto per 34 anni con il Macaronicorum Collegium.

• Si coglie l’occasione per ringraziare i nostri associati marchigiani Andrea Janigro, Maria Luisa Fabris e i

trento-altoatesini Andrea Vergari e Gabriella Baggio che in queste ore (6-7-8-9 marzo) sono attivi al

Festival Tipicità di Fermo, dove presentano un nostro piatto che ormai ha una sua storia: gli

Strangolapreti allo Stoccafisso e al Broccoletto Bassanese, memoria dell’Alfabeto di Pre Jacopino. Grazie

anche al nostro Stefano Nardello, che ha contribuito con la fornitura gratuita del piatto, realizzato dallo

staff di Ca’ Nardello.

• Si apre martedì 17 marzo in Bassano, nuova sede in via Zaccaria Bricito 29, il 23° Corso di Lettura dei

Documenti Medioevali sul tema Arti e mestieri tra Medioevo e Rinascimento. Fraglie, corporazioni e

società, organizzazione e pratica amiciarchivi@gmail.com. Il calendario propone ogni martedì, a partire

dal 17 marzo al 26 maggio una serie di lezioni assai interessanti e consigliabili ai nostri associati locali.

Due sono tenute dai nostri consiglieri Franco Scarmoncin e Otello Fabris. La frequenza è libera e

gratuita, previa iscrizione ai recapiti dell’Associazione Amici degli Archivi di Vicenza e Bassano del

Grappa, salvo il costo dei materiali didattici. A fine corso sarà rilasciato un attestato di frequenza.

• La Scholetta macaronica procede con le sue Experientiae dopo il successo delle prime tre e propone al

21 marzo il quarto incontro, sull’utilizzo del melograno e dell’asparago bianco nella cucina antica.